Seleziona il comune e scopri le opere nelle varie collocazioni
Nessun contenuto disponibile.
Nessuna opera trovata.

Autore: maestranze lucane
Tecnica e materiale: scultura su pietra calcarea
Data: fine XI-inizio XII secolo
Collocazione: Acerenza, Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo, esterno, facciata, portale, archivolto

Autore: maestranze lucane
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: XIII secolo
Collocazione: Acerenza, Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo, esterno, facciata, protiro, archivolto, mensola sinistra
Commento:
la mensola d’imposta sinistra dell’archivolto del protiro di questa Cattedrale presenta una figura di sfinge. Composta da testa umana, ali aquiline, busto di leone e posteriore taurino, questo essere ben sintetizzava, per i mistici cristiani, i quattro Evangelisti (Tetramorfo) ma al contempo, per la sua doppia natura (umana e animale), esso era anche considerato simbolo delle più nobili virtù dell’animo umano e, insieme, dei suoi più bassi appetiti (soprattutto sessuali). Quest’ultimo tema ben si integrava all’interno della decorazione iconica di soggetto sessuale dell’arco sottostante e, presumibilmente, doveva fungere da monito per i fedeli che si accingevano a entrare all’interno dello spazio sacro
Informazioni accessibilità:
Indirizzo: piazza Duomo. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni accesso da MATA – Museo Diocesano Matera, via Riscatto, 12, tutti i giorni h. 09:00-18:00 (ultimo ingresso 17:30), domenica e solennità visite turistiche sospese dalle 10:00 alle 12:30. Contatti: Oltre L’Arte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Autore: maestranze locali
Tecnica e materiale: scultura in pietra
Data: 1230-1270
Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e Sant’Eustachio, esterno, fianco sud, mensoloni ai lati di una finestra (forse proveniente dall’abside)
Commento:
sui mensoloni posti ai lati di questa monofora della cattedrale compaiono due leoni alati a terminazione serpentiforme (presumibilmente dei grifoni) nell’atto, rispettivamente, di azzannare una sorta di caprone (figura negativa) e di divorare un uomo (rappresentazione simbolica della condanna infernale). Il valore apotropaico della composizione è ribadito dalla presenza dei due leoni sottostanti che, a difesa dello spazio sacro, avvinghiano due prede
Informazioni accessibilità:
Indirizzo: piazza San Pietro Caveoso. Orari di apertura: tutti i giorni h. 08:30-22:00.

Autore: maestranze dell’Italia meridionale
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: seconda metà del XIII
Collocazione: Matera, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (detta di San Pietro Caveoso), interno, navata laterale sinistra, quarta cappella, fonte battesimale
Commento:
il fonte battesimale conservato all’interno della chiesa presenta scolpita, in una delle sei loggette trilobate in cui è spartito, l’immagine di un animale fantastico a metà strada tra la lucertola e il serpente. Presumibilmente si tratta di un drago, simbolo demoniaco e delle forze del male al quale si oppone la fede cristiana
Informazioni accessibilità:
Indirizzo: via San Biagio. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni 08:00-22:30. Contatti: tel. +39 0835 334182.

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista, (già Chiesa di Santa Maria la Nova), interno, navata destra, quarta campata
Commento:
la chiave di volta di questa campata della chiesa presenta, al centro, una composizione floreale e, all’innesto dei quattro costoloni, delle teste di animali fantastici di difficile identificazione. Dalla forma assimilabile a quella di delfini, sembrerebbero essere figure mostruose da collegarsi col mondo marino o, comunque, acquatico

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (già Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, abside, mensoloni ai lati della finestra
Commento:
sui mensoloni ai lati della monofora absidale della chiesa compaiono due leoni alati a terminazione serpentiforme (presumibilmente dei grifoni) nell’atto, rispettivamente, di azzannare una sorta di caprone (figura negativa) e di divorare un uomo (rappresentazione simbolica della condanna infernale). Il valore apotropaico della composizione è ribadito dalla presenza dei due elefanti ai lati dell’edicola soprastante, interpretabili come guardiani dello spazio sacro che vigilano sui suoi punti di accesso

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (già Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, testata del transetto sud, colonnina di destra
Commento:
su questa colonnina della chiesa compare un pellicano. L’animale, dal lungo collo ricurvo sul petto, ha un proprio piccolo che gli si aggrappa addosso. Secondo i bestiari medievali (libri che descrivevano le caratteristiche degli animali con spiegazioni moralizzanti), i pellicani uccidevano la loro prole e, pentiti, dopo tre giorni li riportavano in vita grazie alla madre, che si squarciava il petto e li nutriva con il proprio sangue. Per questo motivo, venivano identificati con Dio Padre e Gesù Cristo, sacrificato sulla croce e poi dopo tre giorni resuscitato, e rappresentati in contesti religiosi come simboli della Redenzione, della Resurrezione e dell’amore

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista, (già Chiesa di Santa Maria la Nova), interno, navata destra, lato sinistro, secondo pilastro
Commento:
il presente capitello della chiesa, nato dal punto di vista del soggetto dall’inesauribile fantasia degli artisti del Romanico meridionale, raffigura due mostri costituiti da due corpi congiunti in un’unica testa mentre sono azzannati alle zampe da due serpenti

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista, (già Chiesa di Santa Maria la Nova), interno, navata centrale, lato sinistro, primo pilastro
Commento:
in questo capitello posto all’interno della chiesa compare un busto umano affiancato dalle teste di due animali fantastici di grande vigore plastico. La natura aviaria e il becco appuntito delle bestie farebbero pensare a dei grifoni
Informazioni accessibilità:
Indirizzo: via Regina Elena, 35. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni h. 08:00-12:00 / 16:00-19:00. Contatti: don Mauro, tel. 349 469 3264 / email: donmaurogallo@gmail.com.

Autore: Melchiorre (erroneamente detto da Montalbano)
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1253
Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, navata laterale destra, lato destro, secondo semipilastro
Commento:
questi semicapitelli della cattedrale sono decorati con figure sia antropomorfe che zoomorfe che, presumibilmente, ammonivano sulla perenne lotta tra il bene e il male che caratterizzava la battaglia spirituale dei devoti cristiani. In particolare, su un lato, si trovano faccioni barbuti più o meno mostruosi e una piccola figura umana e, sull’altro, animali che, per la loro potente carica di suggestione e ambiguità, avevano una valenza simbolica demonizzante (come il pipistrello e il serpente, identificabile in un cobra) accompagnati a figure più benefiche e rassicuranti e dal valore salvifico e apotropaico (come l’aquila e l’elefante)
Itinerario e schede a cura di Dr. Mirko Vagnoni nell’ambito del Progetto Pilota Next Generation UE-PNRR Tech4You 4.1.2 “Enhancement of tangible and intangible Cultural Heritage, by creating sustainable and experiential cultural routes for the construction of local identities” dell’Università della Basilicata (2023-2025) coordinato dalla Prof.ssa Elisa Acanfora.
Commento:
la decorazione dell’archivolto del portale di questa Cattedrale presenta, fra racemi che si dipanano dalla bocca di due figure demoniache poste alle basi, la rappresentazione di varie figure. Tra queste compaiono degli esseri mostruosi che alludono ai vizi dell’uomo e, soprattutto, a quello della lussuria. Partendo dal lato sinistro, troviamo una scimmia, simbolo del peccato carnale e della dannazione, intenta a mangiare un frutto di fico (che nella forma richiama l’organo sessuale maschile); poi un leone, immagine del peccato e della morte che divora l’uomo; nella parte apicale dell’arco ci sono altri due esseri malvagi come il grifone e una figura demoniaca dal busto umano e dal corpo leonino; e, scendendo sul lato destro, troviamo un centauro e una sirena bicaudata, allusione alla sessualità bestiale e lussuriosa. Al limitare dell’area sacra venivano in tal modo messe in scena le tentazioni del mondo come monito per i fedeli