Seleziona il comune e scopri le opere nelle varie collocazioni
Nessun contenuto disponibile.
Nessuna opera trovata.

Autore: maestranze lucane e oltremontane
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: XIII secolo (ma con reimpiego di pezzi di fine XI-prima metĂ XII)
Collocazione: Acerenza, Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo, esterno, facciata

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: fine XIII-inizio XIV secolo
Collocazione: Anzi, Chiesa di Santa Maria, interno, parete est, lato destro (in una sorta di nicchia absidale)
Commento:
questo affresco, presumibilmente appartenente alla preesistente Chiesa della Madonna della Seta, sebbene sia stato realizzato tra la fine del XIII e lâinizio del XIV secolo presenta ancora degli stilemi e unâiconografia tipici della precedente tradizione bizantina. Si veda, per esempio, la resa alquanto stereotipata del volto, la postura rigida e lâassenza di volumetria del corpo (completamente nascosto dal vestiario) e si consideri, inoltre, lâutilizzo di indumenti che si rifanno alla specifica tradizione liturgica orientale: lo sticharion (una sorta di camice) con polsini riccamente ornati; il felonio (una sorta di casula o pianeta) decorato da motivi a girali e orbicoli perlinati; e lâomoforio (una sorta di stola) ricamato da grandi croci nere
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: piazza Gramsci. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: XIV-XV secolo
Collocazione: Atella, Cattedrale di Santa Maria ad Nives, esterno, facciata
Commento:
questo portale, opera tre-quattrocentesca, nella forma essenzialmente grafica prosegue senza grandi slanci e innovazioni il linguaggio della tradizione duecentesca lucana. Inoltre, per quanto riguarda le scelte iconografiche, la decorazione della lunetta con in basso un sinuoso tralcio con fiori di malva e le figure simboliche del sole e della luna reinterpreta quella del portale della Cattedrale di Teggiano (oggi in provincia di Salerno), opera realizzata dallo scultore lucano Melchiorre, erroneamente detto da Montalbano, verso il 1271. Solo la curiosa teoria ad archetti rovesciati dellâarchivolto, invece, non trova riscontro in area lucana ma riprende un motivo di antica origine paleocristiana particolarmente diffuso in Spagna

Autore: Pietro da Bari
Tecnica e materiale: scultura su marmo
Data: 1331
Collocazione: Banzi, Chiesa della Badia di Santa Maria di Banzi, esterno, facciata (collocazione non originaria)
Commento:
questa scultura, sebbene presenti elementi iconografici aggiornati al recente formulario gotico, in realtĂ propone ancora un linguaggio figurativo alquanto arcaizzante. Infatti, da una parte, si veda la presenza di motivi architettonici tipicamente gotici (archi a ogiva e fioroni salenti) nel timpano dellâedicola o lâiconografia della figura del Bambino eretto e âpassanteâ da un ginocchio allâaltro della Madre; mentre, dallâaltra, si noti lâintaglio secco e il rilievo schiacciatissimo delle figure che annullano completamente qualsiasi intento volumetrico e prospettico, tanto da dare la sensazione di essere in presenza di unâicona piuttosto che di una scultura

Autore: maestranze lucane
Tecnica e materiale: scultura in legno
Data: XIII secolo
Collocazione: Calvello, Chiesa di Santa Maria de Plano, interno, navata sinistra, terzo altare (collocazione non originaria)
Commento:
questa statua lignea, sebbene presenti una certa volumetria dei corpi che rivela una chiara attenzione per i nuovi aspetti plastici e naturalistici, dimostra ancora evidenti analogie stilistico-formali con la tradizione romanica e classicheggiante. Si veda, per esempio, come le figure della Madonna e del Bambino risultino rigidamente frontali e bloccate nei movimenti (le braccia sono aderenti al corpo fino ai gomiti) alla stregua di quelle della tradizione bizantina e come lâintaglio delle pieghe delle vesti sia lineare e quasi metallico, tanto è schiacciato e appena inciso
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: piazza Duomo. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni accesso da MATA â Museo Diocesano Matera, via Riscatto, 12, tutti i giorni h. 09:00-18:00 (ultimo ingresso 17:30), domenica e solennitĂ visite turistiche sospese dalle 10:00 alle 12:30. Contatti: Oltre LâArte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Autore: maestranze locali
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1230-1270
Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e SantâEustachio, interno, navata centrale, lato sinistro, quinta colonna
Commento:
il presente capitello è decorato a foglie dallâapice ricurvo e frutti penduli . Se nei crochets (elemento uncinato) si ravvisa un gusto naturalistico e unâevidenza plastica tipici della contemporanea cultura figurativa di stampo federiciano, la corpositĂ dei volumi dei frutti rivela il persistere ancora di una concezione romanica della forma tratta dalle limitrofe esperienze pugliesi mentre l'astrazione grafica dell'elemento naturalistico richiama il tradizionale gusto islamico e orientale

Autore: Maestro della Bruna (forse Rinaldo da Taranto o un suo seguace)
Tecnica e materiale: affresco (staccato)
Data: 1270 circa
Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e SantâEustachio, interno, navata laterale sinistra, prima campata, altare parete nord (collocazione non originaria)
Commento:
la cosiddetta Madonna della Bruna, dal vocabolo longobardo brunja (cioè, corazza, difesa) in riferimento al ruolo di patrona della cittĂ di Matera, attualmente è stato staccato dalla sua originaria collocazione e riadattato a un dossale marmoreo di XVIII secolo. Stilisticamente, lâaffresco si apre innegabilmente al nuovo linguaggio figurativo occidentale caratterizzato da un vivace e icastico senso narrativo ma, contemporaneamente, mantiene ancora una generale impostazione bizantina tipica della produzione pittorica della Terra dâOtranto

Autore: maestranze locali
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1230-1270
Collocazione: Matera della Madonna della Bruna e SantâEustachio, Cattedrale, esterno, parete sud
Commento:
il portale detto âPorta dei Leoniâ della parete sud della cattedrale presenta un orientamento âantiplasticoâ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti e lâarchivolto a doppia fascia decorati con motivi vegetali, lâarchitrave ornato da una teoria di testine e le colonnine sorrette da leoni stilofori

Autore: maestranze locali
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1230-1270
Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e SantâEustachio, esterno, parete sud
Commento:
il portala detto âPorta della Piazzaâ della parete sud della Cattedrale presenta un orientamento âantiplasticoâ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti e lâarchivolto interno decorati con un motivo vegetale, lâarchivolto esterno scolpito a fogliame e le due mensole con figure di monaci

Autore: maestranze locali
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1230-1270
Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e SantâEustachio, esterno, facciata
Commento:
il portale maggiore della facciata della Cattedrale presenta un orientamento âantiplasticoâ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti e lâarchivolto articolati in due fasce decorate, una con tralcio vegetale e lâaltra con un motivo a intreccio
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: via San Biagio. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni 08:00-22:30. Contatti: tel. +39 0835 334182.

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ Chiesa di Santa Maria la Nova), interno, abside, colonnina di destra
Commento:
allâinterno della chiesa, gran parte dei capitelli rendono i decori in maniera plastica, corposa, dilatata, dimostrando una chiara apertura verso la scultura gotica francese mutuata attraverso le esperienze latine della Terra Santa e lâarte svevo-federiciana. Dâaltra parte, alcuni esemplari propongono ancora un orientamento âantiplasticoâ della decorazione, legato a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. Ne è un esempio il presente capitello, con coppie di uccelli affrontati e parte inferiore dellâabaco scolpita a foglie, realizzato con profondi sottosquadri

Autore: : maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, testata sud del transetto
Commento:
la decorazione plastica presente sulla testata sud del transetto della chiesa denota ancora un carattere prettamente romanico tratto dalle limitrofe esperienze pugliesi (in particolare dalla Terra dâOtranto). Nello specifico, si vedano lâarco decorato da foglie dâacanto dallâintaglio netto e profondo, la fascia scolpita con un motivo vegetale che corre lungo il profilo degli spigoli della parete e del timpano e le statue a tutto tondo poste sulle mensole aggettanti dei pilastri e delle colonnine

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, abside
Commento:
la decorazione plastica dellâabside della chiesa combina, nella monofora, il senso corposo e quasi a tutto tondo del motivo a fogliette (scolpite nellâatto di schiudersi) dellâarchivolto esterno con il linguaggio, ancora legato a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi, della fascia a girali e in quella a foglie dâacanto che contornano gli stipiti e lâarchivolto della finestra (cosĂŹ come nei capitelli e nelle statue a carattere zoomorfo che la decorano)

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, facciata (lato sud della chiesa)
Commento:
il portale maggiore della chiesa presenta un orientamento âantiplasticoâ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica, tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti, lâarchitrave e lâarco interno decorati con due fasce di bassorilievi a girali fogliacei dallâintaglio netto e profondo, le ghiere esterne scolpite con motivi a foglie dâacanto e a pigna e le foglie ripiegate e le protomi umane posizionate subito sotto la cornice della lunetta

Autore: maestranze pugliesi
Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea
Data: 1220-1233
Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ Chiesa di Santa Maria la Nova), interno, navata centrale, lato sinistro, terzo pilastro
Commento:
allâinterno della chiesa, gran parte dei capitelli rendono i decori in maniera plastica, corposa, dilatata, dimostrando una chiara apertura verso la scultura gotica francese mutuata attraverso le esperienze latine della Terra Santa e lâarte svevo-federiciana. Dâaltra parte, alcuni esemplari propongono ancora un orientamento âantiplasticoâ della decorazione, legato a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. Il presente capitello, che raffigura una scena marziale con lo scontro tra due cavalieri, propone un tema caro proprio agli artisti romanici di area pugliese, prendendo ispirazione anche dalle contemporanee vicende delle Crociate in Terra Santa (le monache della Chiesa di Santa Maria la Nova erano giunte a Matera da Accon, in Palestina)
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: rione Malve. Orari di apertura: tutti i giorni h. 10:00-16:00. Contatti: Oltre LâArte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Autore: maestranze dellâItalia meridionale (forse tarantine)
Tecnica e materiale: affresco
Data: fine del XIII-inizio del XIV secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata destra, parete lato destro, registro inferiore
Commento:
la scena di Incoronazione di Maria Vergine tra santi costituisce senzâaltro una novitĂ nel panorama artistico delle chiese rupestri materane sia dal punto di vista iconografico che stilistico. Il tema, infatti, risulta decisamente gotico e di provenienza ânordicaâ ed è reso con un linguaggio innovativo. Si veda, per esempio, lâintenso patetismo, le inedite ricerche prospettiche nel trono del Cristo, la particolare morbidezza dei panneggi e il superamento della qualitĂ grafica del passato. Tuttavia, lâopera conserva ancora numerosi elementi che la legano alla tradizione e a un impianto assolutamente bizantineggiante. Infatti, in presenza di due dei protagonisti (Cristo e la Vergine) del tema, assai diffuso nelle chiese rupestri locali, della Deesis (ovvero della supplica), lâautore inserisce anche il terzo interprete di questo schema iconografico (San Giovanni Battista) e proprio nel consueto gesto della richiesta dâintercessione. In tal senso, lâaffresco, pur relativo al tema dellâIncoronazione della Vergine, finisce per rappresentare una sorta di Deesis allargata a piĂš personaggi
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: contrada Pedale della Palomba. Orari di apertura: tutti i giorni h. 07:00-19:30. Contatti: tel. +39 0835 405240.

Autore: maestranze di ambito lucano
Tecnica e materiale: affresco
Data: fine del XIII-inizio del XIV secolo
Collocazione: Matera, Santuario di Santa Maria della Palomba, interno, parete di fondo, dossale altare maggiore
Commento:
la Madonna Odigitria (ovvero colei che indica, nel Cristo, la via) è campita su quella che è lâunica parete superstite di unâantica chiesa rupestre sulla quale insiste lâattuale santuario (del XVI secolo) ed è stata inglobata in un monumentale dossale in pietra che sovrasta lâaltare maggiore della suddetta chiesa. Lâimmagine, nonostante alla data della sua esecuzione avesse giĂ fatto la sua comparsa in Basilicata una componente artistica piĂš occidentale (tirrenica, napoletana), stilisticamente mantiene ancora unâimpostazione bizantineggiante e si rifĂ al tradizionale filone di cultura salentino-tarantina ancora molto vivo nel materano e destinato a durare, con buoni esiti, per tutta la prima metĂ del Trecento
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: piazza Duomo. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni h. 08:00-12:30 / 15:00-19:30

Autore: maestranze dellâItalia meridionale (forse tarantine)
Tecnica e materiale: affresco
Data: fine XIII-inizio XIV secolo
Collocazione: Melfi, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, abside laterale sinistra
Commento:
questa Madonna con Bambino e angeli fu rinvenuta durante i restauri seguiti al terremoto del 1930. Lâaffresco, inserito entro unâincorniciatura barocca e purtroppo pesantemente ridipinto, affianca a degli innovativi spunti di marca occidentale (si veda la decorazione del dossale del trono e lâaccenno, grazie alla posizione degli angeli, a una spazialitĂ piĂš articolata) ancora un forte legame con i precedenti stilemi di gusto bizantineggiante (soprattutto, si veda la staticitĂ della figura della Madonna, la posa del Bambino e i nimbi madreperlacei)
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: largo SantâAntonio, 40. Orari di apertura: tutti i giorni h. 07:30-12:00 / 16:30-19:00

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: fine XIV-inizio XV secolo
Collocazione: Melfi, Chiesa del Convento di SantâAntonio, interno, controfacciata, lato destro (forse collocazione non originaria)
Commento:
questa la lastra tombale di vescovo, sebbene sembri aver assorbito le novitĂ plastiche introdotte nella Napoli di primo Trecento dagli scultori romani della cerchia di Arnolfo di Cambio, presenta ancora caratteristiche tipiche della scultura lucana duecentesca. Si veda, per esempio, il linearismo, la scarsa rilevanza volumetrica e la rigida posizione frontale della composizione
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: contrada Giaconelli. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Archeoclub Melfi, Vincenzo Fondone, tel. + 39 345 356 0761.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: 1292
Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Lucia, interno, parete di fondo
Commento:
sebbene la forma estremamente lineare e flessuosa denunci la conoscenza, forse mediata da Napoli, della coeva produzione gotica occidentale e, piĂš nello specifico, dâambito umbro-senese, in questa Madonna con Bambino, campita secondo lo schema della Odigitria (ovvero di colei che indica, nel Cristo, la via), permane ancora un persistente substrato culturale bizantino
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: SS 303, 1. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Pro Loco Melfi, Piazza Umberto I, 1, tel. +39 0972 239751 / +39 347 466 2262 / e-mail: prolocofederico2@tiscali.it / Presidente, tel. +39 346 188 7531.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: ultimo decennio del XIII-primo decennio del XIV secolo
Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Margherita, interno, prima cappella a sinistra, parete ovest, secondo riquadro
Commento:
nonostante questa chiesa rupestre si caratterizzi per la presenza di affreschi aggiornati alle tendenze internazionali dellâarte della corte angioina di Napoli, alcune immagini qui campite, come questa Madonna con Bambino, risentono ancora di una forte influenza della precedente tradizione stilistica bizantina

Autore: attribuito a Nicola da Melissano
Tecnica e materiale: scultura in pietra
Data: fine XIII secolo-inizio XIV secolo
Collocazione: Miglionico, Chiesa di Santa Maria Maggiore, esterno, facciata
Commento:
questo portale, sebbene realizzato tra la fine del XIII e lâinizio del XIV secolo (ma con integrazioni e rimaneggiamenti di etĂ successive), si presenta impostato secondo schemi compositivi e ornamentali appartenenti ancora al precedente repertorio del Romanico pugliese (in particolare leccese), forse mutuati anche attraverso i portali della Cattedrale di Matera. Si veda, per esempio, lâintaglio dei motivi decorativi vegetali che ornano le due ghiere piĂš interne, le piccole testine umane che compaiono tra le foglie dâacanto del secondo archivolto e la testa angolare posta alla base del lato destro dellâarcata piĂš esterna

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: pittura su intonaco
Data: prima metĂ del XIV secolo
Collocazione: Oppido Lucano, Contrada Pozzella, Chiesa rupestre di SantâAntuono, interno, braccio laterale sinistro, parete est
Commento:
sebbene tutto il ciclo cristologico dipinto in questa chiesa rupestre esprima un linguaggio stilistico nuovo, di matrice pirenaico-catalana, mutuato da quanto prodotto nella Napoli angioina tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, la scena relativa alla strage degli innocenti propone unâiconografia dal sapore ancora tipicamente bizantino e tradizionale. Si veda, per esempio, la raffigurazione di Erode sulla sinistra della scena, secondo una tradizione che lo voleva fisicamente presente durante i tragici eventi
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: via Amerigo Vespucci, 2. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: XIII-XIV secolo
Collocazione: Pisticci, Abbazia di Santa Maria la SanitĂ del Casale, esterno, facciata
Commento:
il portale di questa abbazia presenta un orientamento âantiplasticoâ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano i capitelli a figure zoomorfe (aquilotti e tigrotti) e le fasce decorative a foglie dâacanto che ornano lâarco
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: via Regina Elena, 35. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni h. 08:00-12:00 / 16:00-19:00. Contatti: don Mauro, tel. 349 469 3264 / email: donmaurogallo@gmail.com.

Autore: Sarolo da Muro Lucano
Tecnica e materiale: scultura su pietra (rilievo)
Data: 1209
Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, esterno, parete sud (collocazione non originaria)
Commento:
questo rilievo relativo allâAnnunciazione (Arcangelo Gabriele che annuncia alla Vergine Maria il concepimento del Cristo), nonostante alcuni particolari testimonino la conoscenza di espressioni artistiche di chiara matrice gotica e denotino la ricerca di un certo illusionismo spaziale, dal punto di vista stilistico presenta ancora un evidente legame con la tradizione precedente. Infatti, le figure sono ancora caratterizzate da una forte bidimensionalitĂ , i corpi, i volti e le mani sono trattati con evidente grossolanitĂ e i panneggi, incisi e schematici, accentuano lâappiattimento dei volumi. Si noti infine, come ulteriore retaggio di una tradizione arcaica, anche la stessa ripartizione dello spazio in due arcatelle che rivela lâinfluenza dei dittici (coppia di tavolette congiunte) bizantini

Autore: Melchiorre (erroneamente detto da Montalbano)
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1253
Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, navata centrale, lato sinistro, primo pilastro
Commento:
questo capitello presenta una cornice divisa in due ordini decorati con un doppio motivo fitomorfo (ovvero di forma vegetale). Sebbene quello inferiore, con il rovesciamento in avanti delle foglie di acanto, riconduca alla coeva scultura gotica del nord Europa, quello superiore, con le foglie realizzate con un gusto grafico e bidimensionale dal sapore arcaizzante, si presenta in linea con la tradizione artistica precedente

Autore: maestranze lucane
Tecnica e materiale: dipinto su tavola
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, prima cappella laterale sinistra, nicchia parete ovest (collocazione non originaria)
Commento:
la presente Madonna con Bambino (attualmente solo in parte visibile perchĂŠ inserita entro una sfarzosa cornice dâorata) è da ricollegarsi alla produzione delle comunitĂ monastiche italo-greche della zona del Vulture e, nonostante il clima occidentale dellâinsieme e le sue specifiche inflessioni occitaniche, risulta ancora fedele ai moduli espressivi della tradizione bizantina. Per esempio, si veda lâiconografia tipicamente orientale, la fissitĂ degli sguardi, la forma a triangolo rovesciato dei volti e la rigiditĂ dei panneggi

Autore: Sarolo da Muro Lucano
Tecnica e materiale: scultura su pietra (rilievo)
Data: 1209
Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, esterno, parete sud (collocazione non originaria)
Commento:
il rilievo relativo al Peccato originale (Adamo ed Eva posti ai lati dellâAlbero proibito con il Serpente che li induce a disobbedire) presenta, dal punto di vista stilistico, ancora un evidente legame con la tradizione precedente. Infatti, le figure, incise e schematiche, sono ancora caratterizzate da una forte bidimensionalitĂ e da un accentuato appiattimento dei volumi; e inoltre, i corpi, i volti e le mani sono trattati con evidente grossolanitĂ e risultano rigidi nelle forme e nel rapporto con lo spazio

Autore: Melchiorre (erroneamente detto da Montalbano)
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1253
Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, navata centrale, lato destro, secondo pilastro
Commento:
questi semicapitelli decorati con foglie dâacanto, figure umane, teste di ariete e mascheroni combinano il linguaggio stilistico della coeva produzione gotico-borgognona del Nord Europa con le precedenti esperienze del Romanico pugliese e lucano, dando vita a forme turgide, incavi taglienti e superfici levigate unite a un gusto per il grottesco e per la saturazione degli spazi disponibili

Autore: Melchiorre (erroneamente detto da Montalbano)
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1253
Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, navata centrale, lato destro, secondo pilastro
Commento:
questi semicapitelli decorati con motivi vegetali e facce mostruose combinano il linguaggio stilistico della coeva produzione gotico-borgognona del Nord Europa con le precedenti esperienze del Romanico pugliese e lucano, dando vita a forme turgide, incavi taglienti e superfici levigate unite a un gusto per il grottesco e per la saturazione degli spazi disponibili
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: via Biagio Guarnaccio. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: don Mauro, tel. +39 349 469 3264.

Autore: maestranze locali
Tecnica e materiale: affresco
Data: XIV secolo
Collocazione: Rapolla, Chiesa di San Biagio, interno, nicchia parete sud, spalla sinistra
Commento:
la figura di San Biagio, affrescata allâinterno della preesistente chiesa rupestre inglobata nellâattuale chiesa, presenta, nonostante una certa apertura verso le nuove esperienze artistiche napoletane, una tipologia iconografica adottata per la figura del santo arcaica e riconducibile a modelli di XI secolo. Si veda, per esempio, la testa a triangolo rovesciato e la forte stilizzazione dei caratteri fisiognomici
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: SP Bosco della Pietra. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili.

Autore: Sarolo da Muro Lucano
Tecnica e materiale: scultura su pietra
Data: 1189-1197
Collocazione: San Fele, Chiesa della Badia di Santa Maria di Pierno, esterno, facciata
Commento:
nel portale di questa chiesa si adattano nuovi modelli di origine anglo-normanna a schemi iconografici e tecniche esecutive appartenenti al precedente sostrato culturale di influenza bizantina, particolarmente presente sul territorio lucano. Si veda, per esempio, lâornamentazione a rilievi zoomorfi (ovvero, di forma animale), fitomorfi (ovvero, di forma vegetale) e a testine del profilo dellâarco e il motivo geometrico a tarsie lapidee della lunetta
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: SP 18 Ofantina, 13. Orario di apertura: tutti i giorni h. 09:00-13:45. Contatti: tel. +39 0972 34211. Si consiglia di verificare gli orari di apertura prima della visita.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: XIII secolo
Collocazione: Venosa, Abbazia della Santissima TrinitĂ , Chiesa Vecchia, interno, navata centrale, lato destro, secondo pilastro, lato nord
Commento:
questa SantâApollonia dâAlessandria (in parte obliterata da un arcone trasversale aggiunto, presumibilmente, tra 1270 e 1290) presenta dei caratteri sia stilistici che iconografici che si rifanno chiaramente alla tradizione bizantina, tanto diffusa in Puglia e Lucania. In particolare, si veda lâabbondanza di orpelli e lâestrema decorazione delle vesti che viene mutuata dalla tradizione iconica sinaitica e cipriota e la bellezza del trattamento dellâincarnato
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: largo Vescovado. Orario di apertura: sabato h. 09:30-12:30 / 16:00-19:30. Contatti: tel. 389 994 0975. Si consiglia di verificare gli orari di apertura prima della visita.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: dipinto su tavola lignea
Data: XIII secolo
Collocazione: Venosa, Museo Episcopale (originariamente nella Chiesa di San Martino dei Greci)
Commento:
questa Madonna con Bambino, sebbene duecentesca, sostanzialmente presenta ancora delle caratteristiche sia stilistiche che iconografiche che si rifanno chiaramente alla tradizione bizantina e, in particolar modo, alle tendenze tardo-comnene degli ultimi decenni del XII secolo (si vedano, per esempio, i volti rigidamente formali e dai tratti fortemente segnati)

Autore: cerchia di Giovanni Charlier (o anche detto Giovanni di Francia)
Tecnica e materiale: dipinto su tavola lignea
Data: metĂ del XV secolo
Collocazione: Venosa, Museo Episcopale (originariamente nella Cattedrale di SantâAndrea)
Commento:
questa Madonna della Misericordia (Vergine Maria che ripara sotto il suo mantello due gruppi di devoti dalle frecce scagliate dallâalto da Dio-Padre), partecipe delle esperienze veneto-marchigiane e prodotta da un pittore della cerchia di Giovanni Charlier presumibilmente chiamato in loco, lascia intravedere spunti e stilemi che dimostrano la conoscenza della cultura artistica del Rinascimento ma, nella sostanza, si presenta ancora legata a moduli tardogotici per la generale conduzione dellâimpianto compositivo e per lâuso del fondo dâoro
Itinerario e schede a cura di Dr. Mirko Vagnoni nellâambito del Progetto Pilota Next Generation UE-PNRR Tech4You 4.1.2 âEnhancement of tangible and intangible Cultural Heritage, by creating sustainable and experiential cultural routes for the construction of local identitiesâ dellâUniversitĂ della Basilicata (2023-2025) coordinato dalla Prof.ssa Elisa Acanfora.
Commento:
questo protiro (struttura a baldacchino posta a ornamento del portale dâingresso) fu realizzato nel corso del XIII secolo ma seguendo precedenti modelli del Romanico pugliese e riutilizzando pezzi appartenenti allâoriginaria decorazione della Cattedrale (fine XI-prima metĂ XII secolo). Si veda, per esempio, il gruppo scultoreo alla base della colonnina sinistra, con un uomo avvinghiato da una figura animalesca; le colonnine stesse con i relativi capitelli di tipo corinzio; e la protome angelica scolpita sul concio superstite del lato destro dellâarchivolto. Inoltre, la stessa idea di decorare questâultimo con una sequenza di testine umane o animali riprendeva schemi giĂ romanici di area anglo-normanna