Itinerario 3

Innovazione nella tradizione

Persistenze stilistico-formali nell’arte medievale lucana

Introduzione

Quella lucana, nel Medioevo, era una società a base prevalentemente rurale e fortemente legata alle sue tradizioni. Questa caratteristica si rispecchia anche nella produzione artistica della regione che, per certi versi, si aprì ai cambiamenti e all’adozione dei nuovi linguaggi figurativi mantenendo sempre uno sguardo orgogliosamente teso verso i modi e le forme che avevano tradizionalmente caratterizzato la realizzazione dei manufatti nel proprio territorio. Il presente itinerario vuole porre l’accento sulle persistenze di linguaggi stilistici e schemi iconografici appartenenti alle tradizioni figurative locali all’interno delle produzioni artistiche della Lucania medievale.

Opere presenti nell'Itinerario

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Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo

Protiro

Autore: maestranze lucane e oltremontane

Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea

Data: XIII secolo (ma con reimpiego di pezzi di fine XI-prima metĂ  XII)

Collocazione: Acerenza, Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo, esterno, facciata

Commento:
questo protiro (struttura a baldacchino posta a ornamento del portale d’ingresso) fu realizzato nel corso del XIII secolo ma seguendo precedenti modelli del Romanico pugliese e riutilizzando pezzi appartenenti all’originaria decorazione della Cattedrale (fine XI-prima metà XII secolo). Si veda, per esempio, il gruppo scultoreo alla base della colonnina sinistra, con un uomo avvinghiato da una figura animalesca; le colonnine stesse con i relativi capitelli di tipo corinzio; e la protome angelica scolpita sul concio superstite del lato destro dell’archivolto. Inoltre, la stessa idea di decorare quest’ultimo con una sequenza di testine umane o animali riprendeva schemi già romanici di area anglo-normanna

Chiesa di Santa Maria

San Leone Magno papa

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: fine XIII-inizio XIV secolo

Collocazione: Anzi, Chiesa di Santa Maria, interno, parete est, lato destro (in una sorta di nicchia absidale)

Commento:
questo affresco, presumibilmente appartenente alla preesistente Chiesa della Madonna della Seta, sebbene sia stato realizzato tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo presenta ancora degli stilemi e un’iconografia tipici della precedente tradizione bizantina. Si veda, per esempio, la resa alquanto stereotipata del volto, la postura rigida e l’assenza di volumetria del corpo (completamente nascosto dal vestiario) e si consideri, inoltre, l’utilizzo di indumenti che si rifanno alla specifica tradizione liturgica orientale: lo sticharion (una sorta di camice) con polsini riccamente ornati; il felonio (una sorta di casula o pianeta) decorato da motivi a girali e orbicoli perlinati; e l’omoforio (una sorta di stola) ricamato da grandi croci nere

Cattedrale di Santa Maria ad Nives

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: piazza Gramsci. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili.

Portale

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: XIV-XV secolo

Collocazione: Atella, Cattedrale di Santa Maria ad Nives, esterno, facciata

Commento:
questo portale, opera tre-quattrocentesca, nella forma essenzialmente grafica prosegue senza grandi slanci e innovazioni il linguaggio della tradizione duecentesca lucana. Inoltre, per quanto riguarda le scelte iconografiche, la decorazione della lunetta con in basso un sinuoso tralcio con fiori di malva e le figure simboliche del sole e della luna reinterpreta quella del portale della Cattedrale di Teggiano (oggi in provincia di Salerno), opera realizzata dallo scultore lucano Melchiorre, erroneamente detto da Montalbano, verso il 1271. Solo la curiosa teoria ad archetti rovesciati dell’archivolto, invece, non trova riscontro in area lucana ma riprende un motivo di antica origine paleocristiana particolarmente diffuso in Spagna

Chiesa della Badia di Santa Maria di Banzi

Madonna con Bambino

Autore: Pietro da Bari

Tecnica e materiale: scultura su marmo

Data: 1331

Collocazione: Banzi, Chiesa della Badia di Santa Maria di Banzi, esterno, facciata (collocazione non originaria)

Commento:
questa scultura, sebbene presenti elementi iconografici aggiornati al recente formulario gotico, in realtà propone ancora un linguaggio figurativo alquanto arcaizzante. Infatti, da una parte, si veda la presenza di motivi architettonici tipicamente gotici (archi a ogiva e fioroni salenti) nel timpano dell’edicola o l’iconografia della figura del Bambino eretto e ‘passante’ da un ginocchio all’altro della Madre; mentre, dall’altra, si noti l’intaglio secco e il rilievo schiacciatissimo delle figure che annullano completamente qualsiasi intento volumetrico e prospettico, tanto da dare la sensazione di essere in presenza di un’icona piuttosto che di una scultura

Chiesa di Santa Maria de Plano

Madonna con Bambino

Autore: maestranze lucane

Tecnica e materiale: scultura in legno

Data: XIII secolo

Collocazione: Calvello, Chiesa di Santa Maria de Plano, interno, navata sinistra, terzo altare (collocazione non originaria)

Commento:
questa statua lignea, sebbene presenti una certa volumetria dei corpi che rivela una chiara attenzione per i nuovi aspetti plastici e naturalistici, dimostra ancora evidenti analogie stilistico-formali con la tradizione romanica e classicheggiante. Si veda, per esempio, come le figure della Madonna e del Bambino risultino rigidamente frontali e bloccate nei movimenti (le braccia sono aderenti al corpo fino ai gomiti) alla stregua di quelle della tradizione bizantina e come l’intaglio delle pieghe delle vesti sia lineare e quasi metallico, tanto è schiacciato e appena inciso

Cattedrale della Madonna della Bruna e Sant’Eustachio

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: piazza Duomo. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni accesso da MATA – Museo Diocesano Matera, via Riscatto, 12, tutti i giorni h. 09:00-18:00 (ultimo ingresso 17:30), domenica e solennità visite turistiche sospese dalle 10:00 alle 12:30. Contatti: Oltre L’Arte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Capitello a foglie dall’apice ricurvo e frutti penduli

Autore: maestranze locali

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1230-1270

Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e Sant’Eustachio, interno, navata centrale, lato sinistro, quinta colonna

Commento:
il presente capitello è decorato a foglie dall’apice ricurvo e frutti penduli . Se nei crochets (elemento uncinato) si ravvisa un gusto naturalistico e un’evidenza plastica tipici della contemporanea cultura figurativa di stampo federiciano, la corposità dei volumi dei frutti rivela il persistere ancora di una concezione romanica della forma tratta dalle limitrofe esperienze pugliesi mentre l'astrazione grafica dell'elemento naturalistico richiama il tradizionale gusto islamico e orientale

Madonna della Bruna

Autore: Maestro della Bruna (forse Rinaldo da Taranto o un suo seguace)

Tecnica e materiale: affresco (staccato)

Data: 1270 circa

Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e Sant’Eustachio, interno, navata laterale sinistra, prima campata, altare parete nord (collocazione non originaria)

Commento:
la cosiddetta Madonna della Bruna, dal vocabolo longobardo brunja (cioè, corazza, difesa) in riferimento al ruolo di patrona della città di Matera, attualmente è stato staccato dalla sua originaria collocazione e riadattato a un dossale marmoreo di XVIII secolo. Stilisticamente, l’affresco si apre innegabilmente al nuovo linguaggio figurativo occidentale caratterizzato da un vivace e icastico senso narrativo ma, contemporaneamente, mantiene ancora una generale impostazione bizantina tipica della produzione pittorica della Terra d’Otranto

Portale (detto ‘Porta dei Leoni’)

Autore: maestranze locali

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1230-1270

Collocazione: Matera della Madonna della Bruna e Sant’Eustachio, Cattedrale, esterno, parete sud

Commento:
il portale detto ‘Porta dei Leoni’ della parete sud della cattedrale presenta un orientamento ‘antiplastico’ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti e l’archivolto a doppia fascia decorati con motivi vegetali, l’architrave ornato da una teoria di testine e le colonnine sorrette da leoni stilofori

Portale (detto ‘Porta della Piazza’)

Autore: maestranze locali

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1230-1270

Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e Sant’Eustachio, esterno, parete sud

Commento:
il portala detto ‘Porta della Piazza’ della parete sud della Cattedrale presenta un orientamento ‘antiplastico’ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti e l’archivolto interno decorati con un motivo vegetale, l’archivolto esterno scolpito a fogliame e le due mensole con figure di monaci

Portale maggiore

Autore: maestranze locali

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1230-1270

Collocazione: Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna e Sant’Eustachio, esterno, facciata

Commento:
il portale maggiore della facciata della Cattedrale presenta un orientamento ‘antiplastico’ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti e l’archivolto articolati in due fasce decorate, una con tralcio vegetale e l’altra con un motivo a intreccio

Chiesa di San Giovanni Battista

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: via San Biagio. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni 08:00-22:30. Contatti: tel. +39 0835 334182.

Capitello con coppie di uccelli affrontati

Autore: maestranze pugliesi

Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea

Data: 1220-1233

Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ  Chiesa di Santa Maria la Nova), interno, abside, colonnina di destra

Commento:
all’interno della chiesa, gran parte dei capitelli rendono i decori in maniera plastica, corposa, dilatata, dimostrando una chiara apertura verso la scultura gotica francese mutuata attraverso le esperienze latine della Terra Santa e l’arte svevo-federiciana. D’altra parte, alcuni esemplari propongono ancora un orientamento ‘antiplastico’ della decorazione, legato a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. Ne è un esempio il presente capitello, con coppie di uccelli affrontati e parte inferiore dell’abaco scolpita a foglie, realizzato con profondi sottosquadri

Decorazione plastica

Autore: : maestranze pugliesi

Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea

Data: 1220-1233

Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ  Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, testata sud del transetto

Commento:
la decorazione plastica presente sulla testata sud del transetto della chiesa denota ancora un carattere prettamente romanico tratto dalle limitrofe esperienze pugliesi (in particolare dalla Terra d’Otranto). Nello specifico, si vedano l’arco decorato da foglie d’acanto dall’intaglio netto e profondo, la fascia scolpita con un motivo vegetale che corre lungo il profilo degli spigoli della parete e del timpano e le statue a tutto tondo poste sulle mensole aggettanti dei pilastri e delle colonnine

Decorazione plastica

Autore: maestranze pugliesi

Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea

Data: 1220-1233

Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ  Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, abside

Commento:
la decorazione plastica dell’abside della chiesa combina, nella monofora, il senso corposo e quasi a tutto tondo del motivo a fogliette (scolpite nell’atto di schiudersi) dell’archivolto esterno con il linguaggio, ancora legato a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi, della fascia a girali e in quella a foglie d’acanto che contornano gli stipiti e l’archivolto della finestra (così come nei capitelli e nelle statue a carattere zoomorfo che la decorano)

Portale maggiore

Autore: maestranze pugliesi

Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea

Data: 1220-1233

Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ  Chiesa di Santa Maria la Nova), esterno, facciata (lato sud della chiesa)

Commento:
il portale maggiore della chiesa presenta un orientamento ‘antiplastico’ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica, tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano gli stipiti, l’architrave e l’arco interno decorati con due fasce di bassorilievi a girali fogliacei dall’intaglio netto e profondo, le ghiere esterne scolpite con motivi a foglie d’acanto e a pigna e le foglie ripiegate e le protomi umane posizionate subito sotto la cornice della lunetta

Semicapitello con battaglia tra due cavalieri

Autore: maestranze pugliesi

Tecnica e materiale: scultura in pietra calcarea

Data: 1220-1233

Collocazione: Matera, Chiesa di San Giovanni Battista (giĂ  Chiesa di Santa Maria la Nova), interno, navata centrale, lato sinistro, terzo pilastro

Commento:
all’interno della chiesa, gran parte dei capitelli rendono i decori in maniera plastica, corposa, dilatata, dimostrando una chiara apertura verso la scultura gotica francese mutuata attraverso le esperienze latine della Terra Santa e l’arte svevo-federiciana. D’altra parte, alcuni esemplari propongono ancora un orientamento ‘antiplastico’ della decorazione, legato a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. Il presente capitello, che raffigura una scena marziale con lo scontro tra due cavalieri, propone un tema caro proprio agli artisti romanici di area pugliese, prendendo ispirazione anche dalle contemporanee vicende delle Crociate in Terra Santa (le monache della Chiesa di Santa Maria la Nova erano giunte a Matera da Accon, in Palestina)

Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: rione Malve. Orari di apertura: tutti i giorni h. 10:00-16:00. Contatti: Oltre L’Arte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Incoronazione di Maria Vergine tra santi

Autore: maestranze dell’Italia meridionale (forse tarantine)

Tecnica e materiale: affresco

Data: fine del XIII-inizio del XIV secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata destra, parete lato destro, registro inferiore

Commento:
la scena di Incoronazione di Maria Vergine tra santi costituisce senz’altro una novità nel panorama artistico delle chiese rupestri materane sia dal punto di vista iconografico che stilistico. Il tema, infatti, risulta decisamente gotico e di provenienza ‘nordica’ ed è reso con un linguaggio innovativo. Si veda, per esempio, l’intenso patetismo, le inedite ricerche prospettiche nel trono del Cristo, la particolare morbidezza dei panneggi e il superamento della qualità grafica del passato. Tuttavia, l’opera conserva ancora numerosi elementi che la legano alla tradizione e a un impianto assolutamente bizantineggiante. Infatti, in presenza di due dei protagonisti (Cristo e la Vergine) del tema, assai diffuso nelle chiese rupestri locali, della Deesis (ovvero della supplica), l’autore inserisce anche il terzo interprete di questo schema iconografico (San Giovanni Battista) e proprio nel consueto gesto della richiesta d’intercessione. In tal senso, l’affresco, pur relativo al tema dell’Incoronazione della Vergine, finisce per rappresentare una sorta di Deesis allargata a più personaggi

Santuario di Santa Maria della Palomba

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: contrada Pedale della Palomba. Orari di apertura: tutti i giorni h. 07:00-19:30. Contatti: tel. +39 0835 405240.

Madonna Odigitria

Autore: maestranze di ambito lucano

Tecnica e materiale: affresco

Data: fine del XIII-inizio del XIV secolo

Collocazione: Matera, Santuario di Santa Maria della Palomba, interno, parete di fondo, dossale altare maggiore

Commento:
la Madonna Odigitria (ovvero colei che indica, nel Cristo, la via) è campita su quella che è l’unica parete superstite di un’antica chiesa rupestre sulla quale insiste l’attuale santuario (del XVI secolo) ed è stata inglobata in un monumentale dossale in pietra che sovrasta l’altare maggiore della suddetta chiesa. L’immagine, nonostante alla data della sua esecuzione avesse già fatto la sua comparsa in Basilicata una componente artistica più occidentale (tirrenica, napoletana), stilisticamente mantiene ancora un’impostazione bizantineggiante e si rifà al tradizionale filone di cultura salentino-tarantina ancora molto vivo nel materano e destinato a durare, con buoni esiti, per tutta la prima metà del Trecento

Cattedrale Santa Maria Assunta Melfi

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: piazza Duomo. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni h. 08:00-12:30 / 15:00-19:30

Madonna con Bambino e angeli

Autore: maestranze dell’Italia meridionale (forse tarantine)

Tecnica e materiale: affresco

Data: fine XIII-inizio XIV secolo

Collocazione: Melfi, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, abside laterale sinistra

Commento:
questa Madonna con Bambino e angeli fu rinvenuta durante i restauri seguiti al terremoto del 1930. L’affresco, inserito entro un’incorniciatura barocca e purtroppo pesantemente ridipinto, affianca a degli innovativi spunti di marca occidentale (si veda la decorazione del dossale del trono e l’accenno, grazie alla posizione degli angeli, a una spazialità più articolata) ancora un forte legame con i precedenti stilemi di gusto bizantineggiante (soprattutto, si veda la staticità della figura della Madonna, la posa del Bambino e i nimbi madreperlacei)

Chiesa del Convento di Sant’Antonio

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: largo Sant’Antonio, 40. Orari di apertura: tutti i giorni h. 07:30-12:00 / 16:30-19:00

Lastra tombale di vescovo

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: fine XIV-inizio XV secolo

Collocazione: Melfi, Chiesa del Convento di Sant’Antonio, interno, controfacciata, lato destro (forse collocazione non originaria)

Commento:
questa la lastra tombale di vescovo, sebbene sembri aver assorbito le novitĂ  plastiche introdotte nella Napoli di primo Trecento dagli scultori romani della cerchia di Arnolfo di Cambio, presenta ancora caratteristiche tipiche della scultura lucana duecentesca. Si veda, per esempio, il linearismo, la scarsa rilevanza volumetrica e la rigida posizione frontale della composizione

Chiesa rupestre di Santa Lucia

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: contrada Giaconelli. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Archeoclub Melfi, Vincenzo Fondone, tel. + 39 345 356 0761.

Madonna con Bambino

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: 1292

Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Lucia, interno, parete di fondo

Commento:
sebbene la forma estremamente lineare e flessuosa denunci la conoscenza, forse mediata da Napoli, della coeva produzione gotica occidentale e, più nello specifico, d’ambito umbro-senese, in questa Madonna con Bambino, campita secondo lo schema della Odigitria (ovvero di colei che indica, nel Cristo, la via), permane ancora un persistente substrato culturale bizantino

Chiesa rupestre di Santa Margherita

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: SS 303, 1. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Pro Loco Melfi, Piazza Umberto I, 1, tel. +39 0972 239751 / +39 347 466 2262 / e-mail: prolocofederico2@tiscali.it / Presidente, tel. +39 346 188 7531.

Madonna con Bambino

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: ultimo decennio del XIII-primo decennio del XIV secolo

Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Margherita, interno, prima cappella a sinistra, parete ovest, secondo riquadro

Commento:
nonostante questa chiesa rupestre si caratterizzi per la presenza di affreschi aggiornati alle tendenze internazionali dell’arte della corte angioina di Napoli, alcune immagini qui campite, come questa Madonna con Bambino, risentono ancora di una forte influenza della precedente tradizione stilistica bizantina

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Portale

Autore: attribuito a Nicola da Melissano

Tecnica e materiale: scultura in pietra

Data: fine XIII secolo-inizio XIV secolo

Collocazione: Miglionico, Chiesa di Santa Maria Maggiore, esterno, facciata

Commento:
questo portale, sebbene realizzato tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo (ma con integrazioni e rimaneggiamenti di età successive), si presenta impostato secondo schemi compositivi e ornamentali appartenenti ancora al precedente repertorio del Romanico pugliese (in particolare leccese), forse mutuati anche attraverso i portali della Cattedrale di Matera. Si veda, per esempio, l’intaglio dei motivi decorativi vegetali che ornano le due ghiere più interne, le piccole testine umane che compaiono tra le foglie d’acanto del secondo archivolto e la testa angolare posta alla base del lato destro dell’arcata più esterna

Chiesa rupestre di Sant’Antuono

Strage degli innocenti

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: pittura su intonaco

Data: prima metĂ  del XIV secolo

Collocazione: Oppido Lucano, Contrada Pozzella, Chiesa rupestre di Sant’Antuono, interno, braccio laterale sinistro, parete est

Commento:
sebbene tutto il ciclo cristologico dipinto in questa chiesa rupestre esprima un linguaggio stilistico nuovo, di matrice pirenaico-catalana, mutuato da quanto prodotto nella Napoli angioina tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, la scena relativa alla strage degli innocenti propone un’iconografia dal sapore ancora tipicamente bizantino e tradizionale. Si veda, per esempio, la raffigurazione di Erode sulla sinistra della scena, secondo una tradizione che lo voleva fisicamente presente durante i tragici eventi

Abbazia di Santa Maria la SanitĂ  del Casale

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: via Amerigo Vespucci, 2. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili.

Portale

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: XIII-XIV secolo

Collocazione: Pisticci, Abbazia di Santa Maria la SanitĂ  del Casale, esterno, facciata

Commento:
il portale di questa abbazia presenta un orientamento ‘antiplastico’ della decorazione e legato ancora a motivi scultorei di chiara ascendenza romanica tratti dalle limitrofe esperienze pugliesi. In particolare, si vedano i capitelli a figure zoomorfe (aquilotti e tigrotti) e le fasce decorative a foglie d’acanto che ornano l’arco

Cattedrale Santa Maria Assunta Rapolla

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: via Regina Elena, 35. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili; elementi interni tutti i giorni h. 08:00-12:00 / 16:00-19:00. Contatti: don Mauro, tel. 349 469 3264 / email: donmaurogallo@gmail.com.

Annunciazione

Autore: Sarolo da Muro Lucano

Tecnica e materiale: scultura su pietra (rilievo)

Data: 1209

Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, esterno, parete sud (collocazione non originaria)

Commento:
questo rilievo relativo all’Annunciazione (Arcangelo Gabriele che annuncia alla Vergine Maria il concepimento del Cristo), nonostante alcuni particolari testimonino la conoscenza di espressioni artistiche di chiara matrice gotica e denotino la ricerca di un certo illusionismo spaziale, dal punto di vista stilistico presenta ancora un evidente legame con la tradizione precedente. Infatti, le figure sono ancora caratterizzate da una forte bidimensionalità, i corpi, i volti e le mani sono trattati con evidente grossolanità e i panneggi, incisi e schematici, accentuano l’appiattimento dei volumi. Si noti infine, come ulteriore retaggio di una tradizione arcaica, anche la stessa ripartizione dello spazio in due arcatelle che rivela l’influenza dei dittici (coppia di tavolette congiunte) bizantini

Capitello con cornice a doppio motivo fitomorfo

Autore: Melchiorre (erroneamente detto da Montalbano)

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1253

Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, navata centrale, lato sinistro, primo pilastro

Commento:
questo capitello presenta una cornice divisa in due ordini decorati con un doppio motivo fitomorfo (ovvero di forma vegetale). Sebbene quello inferiore, con il rovesciamento in avanti delle foglie di acanto, riconduca alla coeva scultura gotica del nord Europa, quello superiore, con le foglie realizzate con un gusto grafico e bidimensionale dal sapore arcaizzante, si presenta in linea con la tradizione artistica precedente

Madonna con Bambino

Autore: maestranze lucane

Tecnica e materiale: dipinto su tavola

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, prima cappella laterale sinistra, nicchia parete ovest (collocazione non originaria)

Commento:
la presente Madonna con Bambino (attualmente solo in parte visibile perché inserita entro una sfarzosa cornice d’orata) è da ricollegarsi alla produzione delle comunità monastiche italo-greche della zona del Vulture e, nonostante il clima occidentale dell’insieme e le sue specifiche inflessioni occitaniche, risulta ancora fedele ai moduli espressivi della tradizione bizantina. Per esempio, si veda l’iconografia tipicamente orientale, la fissità degli sguardi, la forma a triangolo rovesciato dei volti e la rigidità dei panneggi

Peccato originale

Autore: Sarolo da Muro Lucano

Tecnica e materiale: scultura su pietra (rilievo)

Data: 1209

Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, esterno, parete sud (collocazione non originaria)

Commento:
il rilievo relativo al Peccato originale (Adamo ed Eva posti ai lati dell’Albero proibito con il Serpente che li induce a disobbedire) presenta, dal punto di vista stilistico, ancora un evidente legame con la tradizione precedente. Infatti, le figure, incise e schematiche, sono ancora caratterizzate da una forte bidimensionalità e da un accentuato appiattimento dei volumi; e inoltre, i corpi, i volti e le mani sono trattati con evidente grossolanità e risultano rigidi nelle forme e nel rapporto con lo spazio

Semicapitelli con foglie d’acanto, figure umane, teste di ariete e mascheroni

Autore: Melchiorre (erroneamente detto da Montalbano)

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1253

Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, navata centrale, lato destro, secondo pilastro

Commento:
questi semicapitelli decorati con foglie d’acanto, figure umane, teste di ariete e mascheroni combinano il linguaggio stilistico della coeva produzione gotico-borgognona del Nord Europa con le precedenti esperienze del Romanico pugliese e lucano, dando vita a forme turgide, incavi taglienti e superfici levigate unite a un gusto per il grottesco e per la saturazione degli spazi disponibili

Semicapitelli con motivi vegetali e facce mostruose

Autore: Melchiorre (erroneamente detto da Montalbano)

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1253

Collocazione: Rapolla, Cattedrale di Santa Maria Assunta, interno, navata centrale, lato destro, secondo pilastro

Commento:
questi semicapitelli decorati con motivi vegetali e facce mostruose combinano il linguaggio stilistico della coeva produzione gotico-borgognona del Nord Europa con le precedenti esperienze del Romanico pugliese e lucano, dando vita a forme turgide, incavi taglienti e superfici levigate unite a un gusto per il grottesco e per la saturazione degli spazi disponibili

Chiesa di San Biagio

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: via Biagio Guarnaccio. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: don Mauro, tel. +39 349 469 3264.

San Biagio

Autore: maestranze locali

Tecnica e materiale: affresco

Data: XIV secolo

Collocazione: Rapolla, Chiesa di San Biagio, interno, nicchia parete sud, spalla sinistra

Commento:
la figura di San Biagio, affrescata all’interno della preesistente chiesa rupestre inglobata nell’attuale chiesa, presenta, nonostante una certa apertura verso le nuove esperienze artistiche napoletane, una tipologia iconografica adottata per la figura del santo arcaica e riconducibile a modelli di XI secolo. Si veda, per esempio, la testa a triangolo rovesciato e la forte stilizzazione dei caratteri fisiognomici

Chiesa della Badia di Santa Maria di Pierno

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: SP Bosco della Pietra. Orari di apertura: elementi esterni sempre visibili.

Portale

Autore: Sarolo da Muro Lucano

Tecnica e materiale: scultura su pietra

Data: 1189-1197

Collocazione: San Fele, Chiesa della Badia di Santa Maria di Pierno, esterno, facciata

Commento:
nel portale di questa chiesa si adattano nuovi modelli di origine anglo-normanna a schemi iconografici e tecniche esecutive appartenenti al precedente sostrato culturale di influenza bizantina, particolarmente presente sul territorio lucano. Si veda, per esempio, l’ornamentazione a rilievi zoomorfi (ovvero, di forma animale), fitomorfi (ovvero, di forma vegetale) e a testine del profilo dell’arco e il motivo geometrico a tarsie lapidee della lunetta

Abbazia della Santissima TrinitĂ . Chiesa Vecchia

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: SP 18 Ofantina, 13. Orario di apertura: tutti i giorni h. 09:00-13:45. Contatti: tel. +39 0972 34211. Si consiglia di verificare gli orari di apertura prima della visita.

Sant’Apollonia d’Alessandria

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: XIII secolo

Collocazione: Venosa, Abbazia della Santissima TrinitĂ , Chiesa Vecchia, interno, navata centrale, lato destro, secondo pilastro, lato nord

Commento:
questa Sant’Apollonia d’Alessandria (in parte obliterata da un arcone trasversale aggiunto, presumibilmente, tra 1270 e 1290) presenta dei caratteri sia stilistici che iconografici che si rifanno chiaramente alla tradizione bizantina, tanto diffusa in Puglia e Lucania. In particolare, si veda l’abbondanza di orpelli e l’estrema decorazione delle vesti che viene mutuata dalla tradizione iconica sinaitica e cipriota e la bellezza del trattamento dell’incarnato

Museo Episcopale Venosa

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: largo Vescovado. Orario di apertura: sabato h. 09:30-12:30 / 16:00-19:30. Contatti: tel. 389 994 0975. Si consiglia di verificare gli orari di apertura prima della visita.

Madonna con Bambino e angeli (detta Madonna dell’Idria)

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: dipinto su tavola lignea

Data: XIII secolo

Collocazione: Venosa, Museo Episcopale (originariamente nella Chiesa di San Martino dei Greci)

Commento:
questa Madonna con Bambino, sebbene duecentesca, sostanzialmente presenta ancora delle caratteristiche sia stilistiche che iconografiche che si rifanno chiaramente alla tradizione bizantina e, in particolar modo, alle tendenze tardo-comnene degli ultimi decenni del XII secolo (si vedano, per esempio, i volti rigidamente formali e dai tratti fortemente segnati)

Madonna della Misericordia

Autore: cerchia di Giovanni Charlier (o anche detto Giovanni di Francia)

Tecnica e materiale: dipinto su tavola lignea

Data: metĂ  del XV secolo

Collocazione: Venosa, Museo Episcopale (originariamente nella Cattedrale di Sant’Andrea)

Commento:
questa Madonna della Misericordia (Vergine Maria che ripara sotto il suo mantello due gruppi di devoti dalle frecce scagliate dall’alto da Dio-Padre), partecipe delle esperienze veneto-marchigiane e prodotta da un pittore della cerchia di Giovanni Charlier presumibilmente chiamato in loco, lascia intravedere spunti e stilemi che dimostrano la conoscenza della cultura artistica del Rinascimento ma, nella sostanza, si presenta ancora legata a moduli tardogotici per la generale conduzione dell’impianto compositivo e per l’uso del fondo d’oro

Itinerario e schede a cura di Dr. Mirko Vagnoni nell’ambito del Progetto Pilota Next Generation UE-PNRR Tech4You 4.1.2 “Enhancement of tangible and intangible Cultural Heritage, by creating sustainable and experiential cultural routes for the construction of local identities” dell’Università della Basilicata (2023-2025) coordinato dalla Prof.ssa Elisa Acanfora.