Itinerario 2

Ora pro nobis

L’iconografia dei santi in Basilicata tra Oriente e Occidente

Introduzione

Il territorio lucano, durante il Medioevo, fu luogo d’incontro di culture diverse e, per le sue peculiarità politiche e geografiche, si pose, in particolar modo, a cerniera tra Oriente e Occidente. Testimonianza di questo sincretismo culturale è il culto dei santi che si diffuse nella regione e che trova espressione nei tabelloni votivi realizzati all’interno delle sue chiese. La scelta sia dei soggetti raffigurati che della loro resa grafica mostra una società ibrida e multiculturale. Il presente itinerario vuole ricostruire, attraverso la presentazione di alcune figure di santi raffigurate all’interno delle varie chiese e chiesette locali, l’identità devozionale della società medievale lucana, sospesa, attraverso precise scelte iconografiche, tra Oriente e Occidente

Opere presenti nell'Itinerario

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Chiesa di Santa Maria

San Leone Magno papa

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: fine XIII-inizio XIV secolo

Collocazione: Anzi, Chiesa di Santa Maria, interno, parete est, lato destro (in una sorta di nicchia absidale)

Commento:
Leone Magno era un santo di origine occidentale (nato forse in Toscana) che fu papa della Chiesa cattolica (440-461). In questo affresco, presumibilmente appartenente alla preesistente Chiesa della Madonna della Seta, è raffigurato mentre benedice alla latina con la mano destra, impugna un pastorale con la sinistra e tiene sul capo una mitra con gallone dorato e infule (insegne, queste, caratteristiche della dignità episcopale latina). Allo stesso tempo, però, indossa anche abiti tipici della tradizione liturgica bizantina: lo sticharion (una sorta di camice) con polsini riccamente ornati; il felonio (una sorta di casula o pianeta) decorato da motivi a girali e orbicoli perlinati; e l’omoforio (una sorta di stola) ricamato da grandi croci nere

Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: via Madonna dell’Idris. Orari di apertura: accesso attraverso la Chiesa rupestre di Madonna dell’Idris, tutti i giorni h. 10:00-16:00. Contatti: Oltre L’Arte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

San Giacomo Maggiore

Autore: maestranze dell’Italia meridionale (forse tarantine)

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato destro, parete ovest

Commento:
il San Giacomo Maggiore affrescato in questa chiesa rupestre è raffigurato nell’atto di benedire alla latina con la mano destra e mentre regge nella sinistra un bastone, attributo del tutto inconsueto nell’iconografia bizantina e che fa riferimento all’importanza che nell’Occidente medievale rivestiva il pellegrinaggio alla sua tomba presso Compostella (in Spagna). D’altra parte, le scritte in pseudo-cufico che ornano la tunica, il mantello e l’archivolto sotto al quale il santo è raffigurato riprendono un motivo decorativo islamico presumibilmente mutuato in Occidente attraverso l’arte di Bisanzio (che ne fa ampio uso)

San Nicola

Autore: maestranze dell’Italia meridionale (forse tarantine)

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato sinistro, parete sud

Commento:
Nicola era un santo particolarmente venerato in Oriente e, infatti, in questa chiesa rupestre è raffigurato secondo uno schema iconografico tipicamente bizantino: egli indossa le consuete vesti liturgiche del vescovo officiante della Chiesa ortodossa (sebbene sia rappresentato nell’atto di benedire alla latina con la mano destra)

San Pietro

Autore: maestranze dell’Italia meridionale (forse tarantine)

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato destro, parete ovest

Commento:
Pietro era un santo particolarmente venerato nel mondo occidentale (e, nello specifico, normanno) e in questa chiesa rupestre è raffigurato con la mano destra nell’atto di benedire alla latina. Tuttavia, l’assenza delle chiavi come suo attributo caratteristico nella mano sinistra (che invece stringe un rotolo) è da collegarsi con una tradizione figurativa di stampo più bizantino. Allo stesso modo, la scritta pseudo-cufica che decora la ghiera dell’arco sotto al quale il santo è raffigurato riprende un motivo decorativo islamico presumibilmente mutuato in Occidente attraverso l’arte di Bisanzio (che ne fa ampio uso)

Santo monaco (forse San Leonardo o San Francesco)

Autore: maestranze dell’Italia meridionale (forse tarantine)

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato sinistro, parete nord

Commento:
il santo monaco campito in questa chiesa rupestre, per le analogie offerte dall’iconografia (volto incappucciato dalla cocolla e incorniciato da una rada barbetta), potrebbe essere identificabile con San Leonardo. Questi era un santo sconosciuto al santorale bizantino ma ben noto all’agiografia devozionale occidentale. Legato all’ordine dei Benedettini (di cui faceva parte), fu particolarmente venerato in ambito italo-normanno e, accolto tra i santi della dinastia regia, la sua immagine fu rappresentata nella Cappella Palatina di Palermo e nella Cattedrale di Monreale. Allo stesso modo, sue immagini compaiono nella produzione artistica del Regno latino di Gerusalemme tra XII e XIII secolo

Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: rione Malve. Orari di apertura: tutti i giorni h. 10:00-16:00. Contatti: Oltre L’Arte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

San Benedetto

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, controfacciata, parete destra

Commento:
Benedetto era considerato il padre del monachesimo latino e il suo culto era particolarmente diffuso nel mondo occidentale. La sua figura, inoltre, era legata alle strutture monastiche benedettine, come questa chiesa rupestre che, infatti, ospitava proprio una comunità religiosa femminile di quell’Ordine. Il santo, nell’affresco lì campito, indossa una lunga tunica con sopra un saio con cappuccio mentre stringe nella mano sinistra il bacolo abbaziale e con la destra benedice alla latina

San Donato d’Arezzo

Autore: maestranze dell’Italia meridionale (forse tarantine)

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata centrale, lato sinistro, primo pilastro, faccia ovest

Commento:
Donato d’Arezzo era un santo sconosciuto al santorale bizantino e particolarmente venerato, invece, in ambito occidentale. La figura presente all’interno di questa chiesa rupestre, sebbene un’iscrizione (forse successiva?) la identifichi con San Gregorio, risponde del tutto all’iconografia del santo-vescovo d’Arezzo: un uomo anziano, con barba e capelli bianchi, in abbigliamento episcopale, con mitra di tipo latino e pastorale terminante con una voluta decorata da una testa di serpente o di drago (secondo una formula di origine germanica attestata dopo il Mille). Tuttavia, a questi indumenti della tradizione occidentale, qui vengono affiancati anche altri accessori che invece sono tipici della liturgia bizantina: il felonio (una sorta di casula o pianeta) decorato da orbicoli perlinati e l’omoforio (una specie di stola) ricamato a grandi croci nere

San Michele Arcangelo

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata sinistra, parete lato sinistro, quinta nicchia

Commento:
l’Arcangelo Michele era particolarmente venerato nel mondo bizantino ma, al contempo, anche in quello longobardo-benedettino e normanno e il suo culto ebbe ampia diffusione in Italia meridionale. Tuttavia, la figura del santo realizzata in questa chiesa rupestre presenta un’iconografia perfettamente bizantina. Egli, infatti, è raffigurato vestito dell’abito cerimoniale degli imperatori bizantini: sakkos (una sorta di dalmatica, ovvero un’ampia tunica liturgica) decorato in basso da una larga fascia gallonata con profusione di perline e gemme; loros (una sorta di stola) ornato anch’esso da perline e gemme e avvolto lungo le spalle e i fianchi; divitision (tunica) con epimanikia (polsini) perlinati; calzari; e labaro (stendardo) impugnato nella mano destra. Inoltre, nella mano sinistra è presente un sigillo crocesegnato, altro elemento dell’iconografia dell’Arcangelo ripreso dal repertorio figurativo bizantino

San Vito

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata centrale, lato destro, terzo pilastro, faccia ovest

Commento:
Vito era un santo originario della Lucania e attestato in particolar modo nella base devozionale italo-meridionale e, soprattutto, benedettino-normanna. In questa chiesa rupestre è raffigurato, sebbene purtroppo risulti acefalo per la sovrapposizione successiva di un’altra figura di cui rimane solo la testa, con il suo attributo iconografico caratteristico: un piccolo cane tenuto da una catenella

MATA - Museo Diocesano Matera

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: via Riscatto, 12. Orari di apertura: tutti i giorni h. 09:00-18:00 (ultimo ingresso 17:30), domenica e solennità visite turistiche sospese dalle 10:00 alle 12:30. Contatti: Oltre L’Arte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

San Giovanni Battista

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco (staccato)

Data: seconda metĂ  del XIII secolo

Collocazione: Matera, Museo Diocesano (proveniente dalla Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone)

Commento:
se Giovanni Battista era un santo venerato sia nel mondo latino che in quello greco, in questa chiesa rupestre egli viene rappresentato secondo la tipica iconografia bizantina, che accompagna alle caratteristiche dell’eremita (mantello foderato di pelle di capra o di cammello) quelle dell’apostolo ante litteram (tunica, mantello e sandali) e del padre della chiesa (rotolo aperto con testo liturgico iscritto).

Chiesa rupestre di Santa Lucia

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: contrada Giaconelli. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Archeoclub Melfi, Vincenzo Fondone, tel. + 39 345 356 0761.

Santa Lucia

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: 1292

Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Lucia, interno, parete di fondo

Commento:
l’iconografia di Santa Lucia in questa chiesa rupestre riprende, nell’assenza di specifici attributi caratteristici e, d’altro canto, nella presenza della mano destra con il palmo rivolto verso l’esterno e di quella sinistra che impugna una croce, lo specifico modo in cui tra XII e XIII secolo era raffigurata in Sicilia

Chiesa rupestre di Santa Margherita

Informazioni accessibilitĂ :

Indirizzo: SS 303, 1. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Pro Loco Melfi, Piazza Umberto I, 1, tel. +39 0972 239751 / +39 347 466 2262 / e-mail: prolocofederico2@tiscali.it / Presidente, tel. +39 346 188 7531.

Santa Caterina d’Alessandria

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: ultimo decennio del XIII-primo decennio del XIV secolo

Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Margherita, interno, navata centrale, lato sinistro, sottarco

Commento:
Caterina d’Alessandria era una santa tradizionalmente venerata nel mondo orientale e, in particolar modo, nella penisola del Sinai (luogo di rinvenimento delle sue reliquie) e a Cipro. Infatti, nella qui presente raffigurazione venne presumibilmente seguito un modello figurativo trasmesso proprio dalle icone di produzione sinaitica. La santa è rappresentata secondo un’iconografia tipicamente orientale, ovvero vestita di sontuosi abiti e accessori appartenenti alla tradizione principesca bizantina. In particolar modo, si veda la lunga tunica gallonata dalle ampissime maniche (secondo la moda della corte paleologa), il loros (una sorta di stola) perlinato e che le cinge le spalle a formare una T e il copricapo a mo’ di corona alta e squadrata

Santa Margherita d’Antiochia

Autore: maestranze dell’Italia meridionale

Tecnica e materiale: affresco

Data: ultimo decennio del XIII-primo decennio del XIV secolo

Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Margherita, interno, abside, parete di fondo

Commento:
Margherita era una santa molto venerata in Occidente e appartenente, in particolar modo, alla base devozionale italo-normanna e benedettina. Infatti, in questa chiesa rupestre, è raffigurata vestita con abiti regali e una monumentale corona che sembrano rinviare a una tradizione iconografica latina. Ciò pare confermato pure dall’acconciatura della santa, che trova riscontro nella moda francese diffusasi a partire dal XII secolo

Itinerario e schede a cura di Dr. Mirko Vagnoni nell’ambito del Progetto Pilota Next Generation UE-PNRR Tech4You 4.1.2 “Enhancement of tangible and intangible Cultural Heritage, by creating sustainable and experiential cultural routes for the construction of local identities” dell’Università della Basilicata (2023-2025) coordinato dalla Prof.ssa Elisa Acanfora.