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Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: fine XIII-inizio XIV secolo
Collocazione: Anzi, Chiesa di Santa Maria, interno, parete est, lato destro (in una sorta di nicchia absidale)
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: via Madonna dellâIdris. Orari di apertura: accesso attraverso la Chiesa rupestre di Madonna dellâIdris, tutti i giorni h. 10:00-16:00. Contatti: Oltre LâArte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Autore: maestranze dellâItalia meridionale (forse tarantine)
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato destro, parete ovest
Commento:
il San Giacomo Maggiore affrescato in questa chiesa rupestre è raffigurato nellâatto di benedire alla latina con la mano destra e mentre regge nella sinistra un bastone, attributo del tutto inconsueto nellâiconografia bizantina e che fa riferimento allâimportanza che nellâOccidente medievale rivestiva il pellegrinaggio alla sua tomba presso Compostella (in Spagna). Dâaltra parte, le scritte in pseudo-cufico che ornano la tunica, il mantello e lâarchivolto sotto al quale il santo è raffigurato riprendono un motivo decorativo islamico presumibilmente mutuato in Occidente attraverso lâarte di Bisanzio (che ne fa ampio uso)

Autore: maestranze dellâItalia meridionale (forse tarantine)
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato sinistro, parete sud
Commento:
Nicola era un santo particolarmente venerato in Oriente e, infatti, in questa chiesa rupestre è raffigurato secondo uno schema iconografico tipicamente bizantino: egli indossa le consuete vesti liturgiche del vescovo officiante della Chiesa ortodossa (sebbene sia rappresentato nellâatto di benedire alla latina con la mano destra)

Autore: maestranze dellâItalia meridionale (forse tarantine)
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato destro, parete ovest
Commento:
Pietro era un santo particolarmente venerato nel mondo occidentale (e, nello specifico, normanno) e in questa chiesa rupestre è raffigurato con la mano destra nellâatto di benedire alla latina. Tuttavia, lâassenza delle chiavi come suo attributo caratteristico nella mano sinistra (che invece stringe un rotolo) è da collegarsi con una tradizione figurativa di stampo piĂš bizantino. Allo stesso modo, la scritta pseudo-cufica che decora la ghiera dellâarco sotto al quale il santo è raffigurato riprende un motivo decorativo islamico presumibilmente mutuato in Occidente attraverso lâarte di Bisanzio (che ne fa ampio uso)

Autore: maestranze dellâItalia meridionale (forse tarantine)
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, interno, nicchia lato sinistro, parete nord
Commento:
il santo monaco campito in questa chiesa rupestre, per le analogie offerte dallâiconografia (volto incappucciato dalla cocolla e incorniciato da una rada barbetta), potrebbe essere identificabile con San Leonardo. Questi era un santo sconosciuto al santorale bizantino ma ben noto allâagiografia devozionale occidentale. Legato allâordine dei Benedettini (di cui faceva parte), fu particolarmente venerato in ambito italo-normanno e, accolto tra i santi della dinastia regia, la sua immagine fu rappresentata nella Cappella Palatina di Palermo e nella Cattedrale di Monreale. Allo stesso modo, sue immagini compaiono nella produzione artistica del Regno latino di Gerusalemme tra XII e XIII secolo
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: rione Malve. Orari di apertura: tutti i giorni h. 10:00-16:00. Contatti: Oltre LâArte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, controfacciata, parete destra
Commento:
Benedetto era considerato il padre del monachesimo latino e il suo culto era particolarmente diffuso nel mondo occidentale. La sua figura, inoltre, era legata alle strutture monastiche benedettine, come questa chiesa rupestre che, infatti, ospitava proprio una comunitĂ religiosa femminile di quellâOrdine. Il santo, nellâaffresco lĂŹ campito, indossa una lunga tunica con sopra un saio con cappuccio mentre stringe nella mano sinistra il bacolo abbaziale e con la destra benedice alla latina

Autore: maestranze dellâItalia meridionale (forse tarantine)
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata centrale, lato sinistro, primo pilastro, faccia ovest
Commento:
Donato dâArezzo era un santo sconosciuto al santorale bizantino e particolarmente venerato, invece, in ambito occidentale. La figura presente allâinterno di questa chiesa rupestre, sebbene unâiscrizione (forse successiva?) la identifichi con San Gregorio, risponde del tutto allâiconografia del santo-vescovo dâArezzo: un uomo anziano, con barba e capelli bianchi, in abbigliamento episcopale, con mitra di tipo latino e pastorale terminante con una voluta decorata da una testa di serpente o di drago (secondo una formula di origine germanica attestata dopo il Mille). Tuttavia, a questi indumenti della tradizione occidentale, qui vengono affiancati anche altri accessori che invece sono tipici della liturgia bizantina: il felonio (una sorta di casula o pianeta) decorato da orbicoli perlinati e lâomoforio (una specie di stola) ricamato a grandi croci nere

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata sinistra, parete lato sinistro, quinta nicchia
Commento:
lâArcangelo Michele era particolarmente venerato nel mondo bizantino ma, al contempo, anche in quello longobardo-benedettino e normanno e il suo culto ebbe ampia diffusione in Italia meridionale. Tuttavia, la figura del santo realizzata in questa chiesa rupestre presenta unâiconografia perfettamente bizantina. Egli, infatti, è raffigurato vestito dellâabito cerimoniale degli imperatori bizantini: sakkos (una sorta di dalmatica, ovvero unâampia tunica liturgica) decorato in basso da una larga fascia gallonata con profusione di perline e gemme; loros (una sorta di stola) ornato anchâesso da perline e gemme e avvolto lungo le spalle e i fianchi; divitision (tunica) con epimanikia (polsini) perlinati; calzari; e labaro (stendardo) impugnato nella mano destra. Inoltre, nella mano sinistra è presente un sigillo crocesegnato, altro elemento dellâiconografia dellâArcangelo ripreso dal repertorio figurativo bizantino

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, interno, navata centrale, lato destro, terzo pilastro, faccia ovest
Commento:
Vito era un santo originario della Lucania e attestato in particolar modo nella base devozionale italo-meridionale e, soprattutto, benedettino-normanna. In questa chiesa rupestre è raffigurato, sebbene purtroppo risulti acefalo per la sovrapposizione successiva di unâaltra figura di cui rimane solo la testa, con il suo attributo iconografico caratteristico: un piccolo cane tenuto da una catenella
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: via Riscatto, 12. Orari di apertura: tutti i giorni h. 09:00-18:00 (ultimo ingresso 17:30), domenica e solennitĂ visite turistiche sospese dalle 10:00 alle 12:30. Contatti: Oltre LâArte (https://www.oltrelartematera.it/oltre-larte/).

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco (staccato)
Data: seconda metĂ del XIII secolo
Collocazione: Matera, Museo Diocesano (proveniente dalla Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone)
Commento:
se Giovanni Battista era un santo venerato sia nel mondo latino che in quello greco, in questa chiesa rupestre egli viene rappresentato secondo la tipica iconografia bizantina, che accompagna alle caratteristiche dellâeremita (mantello foderato di pelle di capra o di cammello) quelle dellâapostolo ante litteram (tunica, mantello e sandali) e del padre della chiesa (rotolo aperto con testo liturgico iscritto).
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: contrada Giaconelli. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Archeoclub Melfi, Vincenzo Fondone, tel. + 39 345 356 0761.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: 1292
Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Lucia, interno, parete di fondo
Commento:
lâiconografia di Santa Lucia in questa chiesa rupestre riprende, nellâassenza di specifici attributi caratteristici e, dâaltro canto, nella presenza della mano destra con il palmo rivolto verso lâesterno e di quella sinistra che impugna una croce, lo specifico modo in cui tra XII e XIII secolo era raffigurata in Sicilia
Informazioni accessibilitĂ :
Indirizzo: SS 303, 1. Orari di apertura: accesso su appuntamento. Contatti: Pro Loco Melfi, Piazza Umberto I, 1, tel. +39 0972 239751 / +39 347 466 2262 / e-mail: prolocofederico2@tiscali.it / Presidente, tel. +39 346 188 7531.

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: ultimo decennio del XIII-primo decennio del XIV secolo
Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Margherita, interno, navata centrale, lato sinistro, sottarco
Commento:
Caterina dâAlessandria era una santa tradizionalmente venerata nel mondo orientale e, in particolar modo, nella penisola del Sinai (luogo di rinvenimento delle sue reliquie) e a Cipro. Infatti, nella qui presente raffigurazione venne presumibilmente seguito un modello figurativo trasmesso proprio dalle icone di produzione sinaitica. La santa è rappresentata secondo unâiconografia tipicamente orientale, ovvero vestita di sontuosi abiti e accessori appartenenti alla tradizione principesca bizantina. In particolar modo, si veda la lunga tunica gallonata dalle ampissime maniche (secondo la moda della corte paleologa), il loros (una sorta di stola) perlinato e che le cinge le spalle a formare una T e il copricapo a moâ di corona alta e squadrata

Autore: maestranze dellâItalia meridionale
Tecnica e materiale: affresco
Data: ultimo decennio del XIII-primo decennio del XIV secolo
Collocazione: Melfi, Chiesa rupestre di Santa Margherita, interno, abside, parete di fondo
Commento:
Margherita era una santa molto venerata in Occidente e appartenente, in particolar modo, alla base devozionale italo-normanna e benedettina. Infatti, in questa chiesa rupestre, è raffigurata vestita con abiti regali e una monumentale corona che sembrano rinviare a una tradizione iconografica latina. Ciò pare confermato pure dallâacconciatura della santa, che trova riscontro nella moda francese diffusasi a partire dal XII secolo
Itinerario e schede a cura di Dr. Mirko Vagnoni nellâambito del Progetto Pilota Next Generation UE-PNRR Tech4You 4.1.2 âEnhancement of tangible and intangible Cultural Heritage, by creating sustainable and experiential cultural routes for the construction of local identitiesâ dellâUniversitĂ della Basilicata (2023-2025) coordinato dalla Prof.ssa Elisa Acanfora.
Commento:
Leone Magno era un santo di origine occidentale (nato forse in Toscana) che fu papa della Chiesa cattolica (440-461). In questo affresco, presumibilmente appartenente alla preesistente Chiesa della Madonna della Seta, è raffigurato mentre benedice alla latina con la mano destra, impugna un pastorale con la sinistra e tiene sul capo una mitra con gallone dorato e infule (insegne, queste, caratteristiche della dignitĂ episcopale latina). Allo stesso tempo, però, indossa anche abiti tipici della tradizione liturgica bizantina: lo sticharion (una sorta di camice) con polsini riccamente ornati; il felonio (una sorta di casula o pianeta) decorato da motivi a girali e orbicoli perlinati; e lâomoforio (una sorta di stola) ricamato da grandi croci nere